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LETTERE

Counseling, giocare con i pensieri: una strategia vincente
Il benessere è collegato ai pensieri negativi che se non orientati o confusi con la realtà, possono diventare veri e propri killer e condizionare. La storia di Ivan
di Emanuele Passanante

Sostiene Nardone nel volume da noi recensito "Oltre i limiti della paura": le paure sono tante quante l'uomo riesce a inventarne. Molte richieste di aiuto pervenuteci riguardano la paura dei propri pensieri e sono una verifica della mancanza di fiducia in se stessi, percezione di una nuova fragilità.

Per aiutare altri lettori e per una prima misurazione di base, col consenso del protagonista e in forma assolutamente anonima, pubblichiamo la consulenza psicoterapeutica, che, in poche mosse, ha trasformato la paura di star male nella consapevolezza di poter star bene, modificando i pensieri negativi.

Sent: Sunday, July 18, 2004 1:26 PM

«Salve dott. Passanante,
mi chiamo Ivan e ho 23 anni. Da circa 6 mesi soffro di paure immotivate e discontinue riguardanti le patologie mentali, in poche parole ho paura essenzialmente di ammalarmi di qualcosa di psicologico o neurologico. Tutto è cominciato a febbraio scorso dopo un periodo di studio intenso per un esame che devo ancora ultimare. Io studio ingegneria [...] e spesso questa disciplina mi porta a dei ritmi di studio difficilmente sostenibili. Voglio precisarle che a settembre dell'anno scorso è venuto a mancare mio padre dopo 6 anni di Alzheimer all'età di 66 anni, ma dopo tale evento ho reagito abbastanza bene, almeno credevo. La prima volta che provai un senso immotivato di angoscia pensai stranamente alla malattia di mio padre e questo mi causò angoscia. Essendo poi un patito di internet e un appassionato di medicina, nonché molto suggestionabile andai a cercare dei sintomi sulla rete...non l'avessi mai fatto! Da allora le mie fobie sono cresciute e una volta dopo essere andato a leggere i sintomi del morbo della mucca pazza sono rimasto così suggestionato da non dormire una notte per paura dell'insonnia. Derivarono da allora dei pensieri esistenziali sul senso della vita che ancora oggi ho, nonché la paura continua della paura. Noto tuttavia che quando esco con gli amici o con la mia ragazza tutto ciò scompare ma appena sono un pò più da solo sembra che io non riesca a fermare il flusso dei pensieri. Le ultime paure riguardano quelle patologie come la depressione e le manie suicide. Praticamente mi chiedo: "E se improvvisamente ti venisse lo schizzo di buttarti giù?". So che tutto ciò è immotivato e forse è causato anche dal fatto che da quando è morto mio padre ho perso un po' della fede e dell'equilibrio religioso che avevo. Da febbraio scorso ho superato due esami e ora devo completare quel famoso esame che mi ha portato a tutto ciò anche se la voglia non è molta. La prego di darmi un consiglio sulla mia situazione. Ho già pensato di rivolgermi a uno psicoterapeuta anche se ho paura di capitare nelle mani di qualcuno che non sappia lavorare bene. [...] Anzitutto le volevo chiedere, secondo lei la mia è una patologia o il frutto di un forte stress nonché della mia continua ricerca su internet? La ringrazio anticipatamente per la sua eventuale risposta, cordialmente»

Venerdì 17 settembre 2004 21.14

Caro Ivan,
spero tu abbia risolto i problemi anche se, una volta create le paure, si entra in un labirinto per cui è un po' difficile uscirne. Essendo però le paure immotivate, basterebbe trasformare i pensieri, giocare a dominarne il flusso e controllare la situazione. Leggi la mia recensione del libro di Nardone sul tema, poi impara a rilassarti: naturalmente devi avere più fiducia nelle tue forze, senza pensare di essere così fragile che basta un pensiero per modificare le situazioni, è quasi come una superstizione e quindi basta non crederci. Prova ad allenarti a ironizzare, a deridere quasi i pensieri ossessivi che ti condizionano, conduci il gioco. Buon lavoro, provaci, è troppo importante la salute per mandarla in fumo con pensieri assurdi e immotivati. Fammi sapere, cordialmente

Sent: Wednesday, October 13, 2004 9:05 PM

Caro dott. Passanante,
le dico subito che ho gradito moltissimo la sua risposta anche se è giunta in leggero ritardo e la ringrazio di cuore per gli ottimi consigli. Da quello che vedo lei sembra un serio professionista, soprattutto per la disponibilità che ha mostrato verso di me e che credo mostrerà verso tutti coloro che le chiedono dei consigli. Devo dirle sinceramente che i pensieri ossessivi si sono ridotti di molto; quello che rimane delle nevrosi (credo siano state tali) che mi hanno assillato dalla primavera scorsa è una lieve inquietudine esistenziale ma a questo punto credo sia una normale conseguenza del trauma che ho subito con la morte di mio padre, non crede? Ultimamente mi ha inquietato un po' la visione del film "A beautiful mind" per il fatto che mostrava la schizofrenia nei suoi aspetti più drammatici. Caro dottore la mia domanda a questo punto è una: secondo lei ci sono delle regole per mantenere un saldo equilibrio mentale nella vita?
Anche se la domanda può sembrare un po' stupida spero che lei mi fornisca una risposta sincera,
la saluto con affetto

Giovedì 14 ottobre 2004 15.55

Caro Ivan,
sono contento di esserti stato utile, mi pare però che già nella prima email fossero contenute le risposte ai tuoi dubbi: è importante conoscersi meglio, magari con i nostri test, quasi per gioco, per capire potenzialità e risorse. Il monitoraggio continuo della situazione diventa una misurazione di base del proprio stile di vita, della qualità della vita: cosa faccio, come vivo, cosa e come mangio, quando e quanto dormo, mi diverto, mi metto in relazione e magari in discussione con gli altri?
Può essere una risposta alla tua domanda: "Ci sono delle regole per mantenere un saldo equilibrio mentale nella vita?". La salute e l'equilibrio psicofisico sono una conquista personale, giorno per giorno, occorre magari un progetto per vivere meglio. Che ne dici? Provaci e fammi sapere. Ciao, buon lavoro

Venerdì 18 febbraio 2005 12.18

Gentilissimo dott. Passanante,
sono Ivano, ci siamo sentiti l'ultima volta a ottobre. Non so se ricorda il mio caso che era incentrato su delle fobie riguardanti essenzialmente l'equilibrio mentale. La ricontatto ora per farle sapere come sto. Anzitutto la voglio veramente ringraziare per i suoi consigli che sono stati molto utili. Effettivamente analizzando il mio stile di vita e sapendo cosa trascuro, posso capire molto bene. Allo stato attuale so gestire molto meglio i miei pensieri e le mie paure che sono quasi del tutto svanite. È effettivamente interessante il metodo di destrutturare le paure, affrontarle. Ora non c'è più un pensiero che mi inquieta ma ogni tanto ne passa qualcuno che riesco a "vedere in faccia" e affrontare. Forse il segreto è proprio ascoltarsi, a nostra mente ha bisogno di essere ascoltata e non evitata (anche lei deve sfogarsi ogni tanto). La cosa che io credo sia fondamentale è rendersi bene conto che noi non siamo la nostra mente, lei ci dovrebbe aiutare a risolvere i problemi effettivi. Una cosa però mi continuo a chiedere del periodo in cui ero ansioso: durante quel periodo molti pensieri apparentemente innocui mi causavano inquietudine, ad esempio, se pensavo ad un film un pò particolare, "Matrix", che ipotizzava la falsità della realtà vista da noi e l'esistenza di una realtà fatta di computer che comandavano e ci fornivano anche la visione di una vita che non era reale, mi preoccupavo e rimuginavo sulla possibile verità di questa ipotesi. Oppure vedendo "A beautiful mind" che non so se abbia visto anche lei, mi inquietava il pensiero che la realtà che noi vediamo poteva essere tutta una creazione della mente e non corrispondere al vero. Ogni tanto il pensiero di quella ipotesi mi torna anche se non genera la stessa inquietudine. Quello che mi viene da pensare è che la mia inquietudine non fosse dovuta tanto alla teoria fantastica che comunque risulta anche affascinante, ma al fatto che io potevo finire per crederci, risultando quindi pazzo. A lei è mai capitato di pensare a queste teorie assurde proprio studiando la mente umana? Forse il mio interrogativo non ha molto senso ma sto cercando di capire da cosa derivava quella mia inquietudine affinché non si ripresenti senza che io sia preparato. Un saluto cordiale e affettuoso, grazie di tutto

Venerdì 18 febbraio 2005 18.25
Caro Ivan,
mi fa piacere sapere che va molto meglio e che ora riesci a controllare le situazioni e i pensieri. Continua ad avere fiducia in te e tutto andrà per il meglio.
Due proposte:
- Ho raccolto la nostra corrispondenza e ti chiedo di poter pubblicare sul sito l'esperienza, in forma assolutamente anonima, onde poter aiutare altri con gli stessi problemi.
- Sulla home page alla voce "Donate", da alcuni mesi abbiamo chiesto ai lettori un contributo per portare avanti il progetto internet e salute, di cui fa parte la consulenza e la psicoterapia online. (Anche se continua a essere gratuita).



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